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Diritto&Rovescio 2004

I diritti dell'infanzia
I nuovi orizzonti sono contenuti nei documenti di presentazione degli Assessori all'Istruzione dei Comuni coinvolti, prodotti nelle due giornate di incontro:

Nadia Riccò:Assessore Politiche Educative Comune di Cavriago
"Il diritto alla fiducia"

Gualtiero Harrison: Docente di Antropologia Culturale Università di Reggio e Modena
"Il diritto alla pace"

Viviana Tanzi: Coordinatrice Politiche Educative Val d 'Enza
"Il diritto al limite" [pdf, 141 Kb]

Glauco Fantini: Facilitatore e Consulente per il Coordinamento Politiche Educative Val d'Enza
Presentazione del cd-rom "TANA......LIBERA TUTTI!

Vorrei iniziare il mio intervento partendo dal titolo del nostro Cd "TANA... LIBERA TUTTI".
È la sintesi dei due filoni seguiti nei progetti: tana è il bisogno del nascondersi, dell'essere contenuti, dell'intimità; libera tutti è il bisogno dell'avventura, dell'uscire allo scoperto, dell'osare.
Nel gioco del nascondino troviamo entrambe queste componenti in un continuo alternarsi di emozioni: la paura di essere scoperti contrasta con la voglia di rimanere nascosti al sicuro, il desiderio di correre a tanarsi è frenato dal timore di non fare in tempo.
Pensate poi alla gioia di chi riesce a tanarsi per ultimo ed a liberare tutti i compagni!
Nascondino è un gioco di emozioni, è una sfida di coraggio (sono da solo nascosto), è un gioco di alta strategia in cui ogni bambino è chiamato a decisioni repentine... . e non piace solo ai bambini.
La scorsa settimana mentre con alcune coppie di genitori cenavamo e chiacchieravamo, i nostri figli tredicenni hanno giocato a nascondino al buio, che è una variante in spazi ridotti.

Quindi il titolo riprende un gioco della nostra tradizione, ma come sono cambiati i giochi dei nostri bambini?
a. Sono scomparsi i giochi tradizionali.
Il problema non è solo nella perdita di un nostro patrimonio culturale, ma la mancanza di questi momenti fondamentali per la crescita dei nostri figli.
I giochi tradizionali hanno infatti una caratteristica fondamentale: la flessibilità delle regole.
Quando i bambini che stanno giocando si accordano, possono trasformare il gioco.
Pensate ad esempio ai giochi dei bimbi delle elementari, se non c'è un arbitro, un adulto che controlla fanno fatica a concludere un gioco, anzi anche ad iniziarlo.
Il gioco tradizionale si apprendeva dai più grandi ed era autogestito, con tutte le discussioni e le trattative... che aiutavano a crescere.
Settimana, elastico, figurine, palla dieci sono scomparsi e con loro l'uso di tante conte e del dialetto: giocavamo a "pisal'oli" e nessuno avrebbe mai detto "piscia l'olio", o a far la conta "pieno pieno cestino" ma "pin pin cavagnin cost le vod e cost le pin".

b. Noi giocavamo sempre all'aperto perché in casa non c'era posto...

Ora sono sempre al chiuso in ambienti non adatti al movimento.
I nostri figli vivono tra casa/auto/ scuola/ auto/ corso di... al posto delle gambe usano le ruote.

Il primo obiettivo di questo progetto è stato quello di rivalutare l'esterno.
Anche le nostre scuole, le più belle del mondo, sono pensate per potenziare tutti i linguaggi con angoli ed atelier splendidi ma il linguaggio del corpo è spesso negato.
E limitiamoci al prescolare perché se analizziamo gli altri ordini di scuola...
Solo da qualche anno si è cominciato considerare le potenzialità delle aree verdi puntando molto sulla "progettazione partecipata", cioè coinvolgendo i bambini nel percorso di ideazione/realizzazione di questi spazi.
Le nostre esperienze motorie si sono svolte nelle aree esterne poi si sono estese ad altri luoghi non strutturati, soprattutto per esplorare, giocare in libertà, sporcarsi, mettersi alla prova.
Abbiamo anche cercato di ribaltare l'idea che si debba uscire solo durante la bella stagione: le esperienze si sono svolte in inverno perché, con le dovute attenzioni, si può uscire in tutte le stagioni.
I bimbi che si ammalano facilmente sono quelli che escono raramente e se lo fanno sono vestiti per affrontare una spedizione al polo nord.
Lo dimostra anche il fatto che nelle sei sezioni coinvolte non ci sono state variazioni significative rispetto al tasso fisiologico di assenze dei bambini.
Certo, in alcuni casi, abbiamo avuto obiezioni da parte di genitori, ma sono stati gli altri genitori presenti alle assemblee ad affermare che per esperienze del genere valeva la pena rischiare il raffreddore o l'influenza!
Il coinvolgimento dei genitori non si è limitato alla fase progettuale, anche questo cd, oltre agli insegnanti, è rivolto ai genitori.
Se non spieghiamo l'importanza del corpo e del movimento per apprendere, relazionare, diventare autonomi rischiamo di fare come chi insegna educazione alimentare ai bambini, dimenticando che chi fa la spesa e cucina sono i genitori.

Nel la sezione i luoghi per giocare sono poi contenuti suggerimenti pratici per costruire alternative alla tele ed ai videogiochi.

Ovviamente il Cd è rivolto anche ai bambini: stampo e coloro alcune idee per giocare con i figli contiene suggerimenti per i genitori e semplici giochi che traggono spunto dalla favola e giochi di orientamento.
Infine il libro: credo che la scelta di utilizzare sia il supporto cartaceo che quello informatico con la voce narrante non necessiti di spiegazioni.
Non siamo contro il moderno che avanza e non siamo nostalgici dei tempi andati, pensiamo però nel prescolare l'approccio con il computer non debba andare a scapito di esperienze fondamentali come quella motoria.
A questa età è prioritario che imparino a far capriole sull'erba piuttosto che a navigare. Ne avranno tutto il tempo!
Per non parlare dell'educazione emotiva: quanto offre il rapporto con una macchina, rispetto ad un rapporto con luoghi e persone vere?
Il videogioco che è lo scopo per cui hanno il computer o la playstation, è realtà virtuale: se l'eroe cade, si rialza subito, se dà un pugno, l'altro non si fa male, non c'è sangue.
La percezione del dolore, la conseguenza delle proprie azioni, il misurarsi con l'altro "vero" non sono minimamente contemplati dal gioco elettronico che punta tutto sulla prontezza dei riflessi e sulla spettacolarità... ma la vita non è un videogame !

Purtroppo siamo portati a precocizzare il superfluo ed a ritardare ciò che li rende veramente autonomi.
Questa è secondo il mio punto di vista, la scommessa su cui ci dovremo continuamente confrontare.
I genitori vogliono i loro figli "grandi" dal punto di vista cognitivo e "piccoli" dal punto di vista corporeo.
Dal nostro osservatorio privilegiato di soc. sportiva che lavora con oltre 2000 bambini da 1 a 9 anni, di tredici comuni diversi notiamo che:
- Nelle scuole dell'Infanzia risulta che circa il 30% dei bambini di 5 anni utilizzano la bici con le rotelle laterali. Considerando che un bambino di normali capacità, tra i 3 e i 4 anni è in grado di andare in bici senza rotelle, dobbiamo riflettere su questo dato. Noi come abbiamo imparato? Un adulto ci aiutava a partire e ci stava a fianco o dietro mentre pedalavamo: in una settimana si imparava. Le cadute non si contavano, ma un ginocchio spellato era insignificante rispetto alla soddisfazione di andare in bici da soli. Per imparare, il sistema non è cambiato: basta un genitore che per mezz'ora al giorno si faccia venire il mal di schiena nello stare piegato mentre il bimbo pedala.
- Nella scelta delle calzature privilegiamo quelle con le bande adesive e nel vestirli le tute. Nulla da dire sul fatto della comodità ma prima o poi dovranno pur imparare ad allacciare le scarpe ed i bottoni! Anche queste piccole esperienze sono opportunità di apprendimento, di maggior fiducia in se stessi, di autonomia. Non è tanto importante sapersi allacciare le scarpe, sono importanti le abilità che si acquisiscono e che poi sarà possibile utilizzare in altre situazioni (ad esempio manualità fine per scrivere).
Per non parlare dei pannoloni.
Con questo CD abbiamo lanciato un sassolino nella tana degli adulti perché escano con i loro piccoli e li lascino esplorare il mondo: l'ambiente esterno è la più bella palestra che esista con il pavimento antitrauma d'erba, gli alberi come spalliere e bastano un fossato o un dislivello del terreno per creare un percorso motorio.
Il tutto in un contesto sensoriale con fioriture, erba tagliata, fieno, terra bagnata e perché no letame.
Diamo ai bambini l'opportunità di fare come la talpina Sara, cioè affrontare l'avventura della vita perché ad essere troppo protettivi non si dà ai bambini l'opportunità di far esperienze per diventare autonomi.



Invito "Il diritto al limite" [pdf, 194 Kb]


Rivolgersi alla Segreteria organizzativa per ogni chiarimento
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